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Città di Cetraro: Storia

Cetraro - antiquariumGrosso centro della provincia di Cosenza, la sua origine risale agli antichissimi tempi dell'età della pietra ed a quando l'uomo, fattosi pescatore e cacciatore, si stabili definitivamente in vicinanza del mare o nei boschi dell'immediato retroterra.
Cetraro fu fondata infatti da pescatori, e la sua storia è strettamente legata al suo mare: l'antica Cyterium era una città marinara. Cetraro è probabilmente la prima città marittima bruzia. In molti hanno ipotizzato “rapporti di parentela” con l’antica Temesa; altri l’hanno messa in relazione con la famosissima Lampezia.
Deve il suo nome alle coltivazioni del cedro, frequenti nella parte "alta" della riviera tirrenica cosentina (Diamante, dove spesso gli Israeliti si recavano per selezionare le migliori qualità del frutto a loro sacro, S. Maria del Cedro). ma non manca chi ha voluto ricollegare il nome al fiume Aron che attraversa il suo territorio (Citra-Aron o Citra Rivum) “al di qua del fiume Aron”. Però, dopo la campagna di scavi avvenuta nel 1997 che ha portato alla luce una necropoli Brettia , risalente al 2400 a.C., la sua storia potrebbe essere scritta di nuovo.

Le prime notizie storiche su Cetraro risalgono alla seconda metà del sec. XI quando i Normanni si insediarono in Italia e Cetraro fu acquistata da Roberto il Guiscardo, re dei Normanni.
Fu un importante ed antico centro di studi e sede di un rinomato Convitto retto dai padri Benedettini, i quali vi giunsero da lontano nel 1086 e vi restarono da quando la liberalità di Sikelgaita, sorella del principe longobardo di Salerno e moglie di Roberto il Guiscardo, duca di Calabria, la donò in feudo all’abate Desiderio IV Epifanio di Montecassino per ingraziarlo dei buoni uffici prestati da quest’ultimo a Melfi, allorché i Normanni si riconciliarono con il papa Leone IX. La città rimase sempre alle dipendenze dell'Abbazia di Montecassino, fino all'abolizione della feudalità.
Fin dal XIII secolo aveva vita in Cetraro un grande cantiere (arsenale regio) dove venivano costruiti grossi barconi a remi ed a vela. Alcuni scrittori narrano a tal proposito che nell'agosto del 1535, Cetraro venne assalita e data alle fiamme dalla flotta turca di Solimano il Magnifico, i quali distrussero tra l'altro anche sette grosse galee in costruzione in quell'allora fiorente cantiere.Cetraro - panorama

Il Comune è oggi diviso in Cetraro Superiore e il moderno centro di Borgo S. Marco, fondato da un comitato veneto dopo il terremoto del 1905. Il borgo S. Marco è lungo la costa. Per arrivare al centro storico ci sono due chilometri dalla superstrada.
È un importante centro balneare, dotato di porto; nel centro storico, in alto, sono da segnalare la Chiesa del Ritiro (sec. XV: inglobata nel Convitto S. Giuseppe) con coevo portale di stile gotico ed un suggestivo trittico marmoreo del carrarese G. B. Mazzolo (1533), la Chiesa dei Cappuccini con il polittico "Madonna in gloria" di G. B. Azzolino (sec. XVII) su altare maggiore del '600 con ciborio (1746) ben lavorati in legno, e la rinascimentale Chiesa Matrice di S. Benedetto col piacevole prospetto barocco a tre portali (sec. XVIII), e decorativo organo del XVII secolo.


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