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Attività - Mantenimento
[Prevenzione - Cura - Mantenimento - Educazione Igiene Orale - Educazione Alimentare - Attività Sociale]

-Igiene
Lo spazzolamento dei denti

Tecnica di Bass
Dentifricio
L’insegnamento dell’abilità di lavarsi i denti da solo
La Carie

 


- Igiene -

Se il paziente non è in grado di impugnare lo spazzolino, si può ricorrere ad alcune modifiche del manico.
- Larga fascia elastica che blocchi lo spazzolino nella mano,
- Allungamento del manico per coloro che non riescono ad alzare il braccio o la mano,
- Aumento delle dimensioni del manico con l’impugnatura del manubrio di una bicicletta o con una pallina da tennis appositamente forata per passare nel manico
- L’utilizzo degli apribocca per coloro che non riescono a tenere la bocca aperta, sempre che l’uso di tale strumento non stimoli conati di vomito.
Posta in evidenza l’importanza di una corretta igiene orale, è bene tener presente alcune nozioni di importanza fondamentale.
Sin dai primi anni di età, a prescindere dal grado di menomazione, è importante che il bambino disabile sia indotto ad assumere un buon comportamento facendo in modo che l’uso dello spazzolino sia inteso come un gioco di imitazione.
Più avanti potrebbe sviluppare il desiderio di voler provvedere personalmente alla propria igiene orale, ricavandone gratificazione personale e fiducia in se stesso: è quindi importante, dal punto di vista psicologico, incoraggiarli gratificandoli anche quando la qualità dell’esecuzione e totalmente insufficiente, provvedendo successivamente o precedentemente a supplire alla loro inabilità.
La gratificazione preferibilmente deve essere verbale, con una bella lode per la pulizia eseguita, o un bacio o un giocattolo o un adesivo colorato.
Bisogna assolutamente evitare le gratificazioni di tipo alimentare, anche non zuccherine, in quanto ciò può annullare totalmente o in parte il lavoro effettuato.
Il ruolo dunque che riveste la famiglia o comunque il tutore del diversamente abile è importantissimo nell’ottenere drastici miglioramenti dell’igiene orale.
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Lo spazzolamento dei denti

La normale tecnica di spazzolamento dei denti, che solitamente mostrano gli spot dei dentifrici dove una ragazza dalla dentizione perfetta muove lo spazzolino in direzione sinistra-destra è assolutamente sbagliata per due ragioni fondamentali:
1) Tale movimento deposita la placca batterica negli interstizi dentali favorendo l’insorgenza del tartaro e della carie.
2) Le setole dello spazzolino, mosse parallelamente alla gengiva, depositano la placca sotto il colletto ( inteso come il bordo gengivale che circonda il dente) e contribuiscono meccanicamente a distaccarlo dalla superficie dentale, determinando la formazione di una porta d’accesso per i batteri del cavo orale. Esiste, invece un metodo di pulizia del cavo orale, riconosciuto all’unanimità il più adeguato nella prevenzione delle malattie dentarie e della mucosa gengivale denominato:
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Tecnica di Bass


Innanzi tutto bisogna partire dal presupposto che lo spazzolino deve essere mosso sempre in direzione perpendicolare alla gengiva e sempre dalla gengiva verso il dente.
Per la parte inferiore della bocca vale l’opposto, cioè il movimento deve procedere verso l’alto.
In altre parole, per pulire i denti superiori il suo movimento deve avvenire verso il basso, non verso l’alto, in modo da penetrare con le setole anche negli interstizi dentali e con una inclinazione di 45°, per rimuovere la placca sotto il colletto gengivale.
Ovviamente l’operazione va ripetuta sia sulla superficie esterna dei denti che su quella interna, spesso tralasciata.
Sciacquare bene la bocca infine, è molto importante, non dimenticare di far filtrare l’acqua tra i denti ed espellerla con forza.
Per quanto riguarda, invece la parte del dente parallela alla lingua, costituita da molari e premolari e, denominata superficie masticatoria, l’ideale sarebbe spazzolare prima da dietro verso avanti e viceversa e poi, ad operazione conclusa, con movimento laterale pulire gli interstizi dentali. In ultimo si consiglia di effettuare una spazzolata anche sulla lingua al fine di eliminare i miliardi di microrganismi presenti sulla sua superficie spesso responsabili dell’alitosi.

Per eseguire in modo corretto la tecnica di Bass, si consiglia di effettuare l’operazione dividendo la bocca in quadranti.
Partendo dall’arcata superiore, si procederà da sinistra verso destra concentrandosi prima sulla faccia esterna, poi su quella interna e poi su quella masticatoria di ogni dente.
Con lo stesso metodo poi, si provvederà alla pulizia dell’arcata inferiore, cercando infine di ripassare un ultima volta nei punti che sono più difficili da raggiungere per lo spazzolino (generalmente i molari posteriori).
Tale operazione richiede attenzione perché si deve imparare a conoscere l’anatomia della propria bocca o di quella dell’individuo che non sia in grado di provvedere personalmente alla propria igiene orale.
Inoltre è necessaria molta dedizione, purtuttavia se inizialmente, in media un individuo che esegua una perfetta tecnica di pulizia dei denti di Bass, per la prima volta, impiega in media 08-10 minuti dopo circa 5-6 mesi, quando si instaura una certa confidenza con la metodica dei movimenti, il tempo necessario in media per una corretta igiene scende drasticamente a 4-6 minuti.
In linea di principio i denti dovrebbero essere lavati ogni volta che mangiamo, anche dopo un semplice spuntino, comunque sia per un igiene orale sufficiente la tecnica di Bass deve essere eseguita almeno tre volte al giorno.
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Dentifricio


Il dentifricio non elimina la placca né la contrasta, ha invece un azione negativa perché, essendo un sapone, ha una azione lubrificante sulla superficie dei denti, vanificando il lavoro di pulizia eseguito dallo spazzolino.
Tuttavia per il buon sapore che lascia in bocca il suo uso non è sconsigliato.
La pulizia dei denti deve essere eseguita senza dentifricio con frequenti risciacqui, dopo aver effettuato tale operazione si può eventualmente risciacquare la bocca con lo spazzolino e il dentifricio in quantità controllata.
Da evitare i dentifrici sbiancanti, sono invece più adatti quelli al fluoro.

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L’insegnamento dell’abilità di lavarsi i denti da solo


Insegnare ad un bambino disabile tale operazione non è un compito facile: la sequenza dei comportamenti da apprendere è lunga e articolata, richiede molte abilità motorie, coordinazione, controllo della muscolatura orale (si pensi alla sputare l’acqua) e capacita intellettive per valutare l’insieme delle proprie azioni.
Ciò nonostante molti bambini riescono col tempo e con le dovute attenzioni da parte dei genitori, ad apprendere il meccanismo, traendone spesso senso di benessere.
Per tale ragione vengono qui di seguito consigliati dei suggerimenti per un insegnamento efficace e pragmatico, alla luce delle più recenti acquisizioni della psicopedagogia dell’apprendimento.
1. Chiarirsi bene subito ciò che si vuole insegnare. È necessario stabilire una sequenza di comportamenti da mantenere costanti per tutto il periodo dell’insegnamento .
- Va al lavandino,
- Apre il rubinetto,
- Prende lo spazzolino,
- Appoggia le setole dello spazzolino sui denti,
- Effettua i movimenti,
- Toglie lo spazzolino dalla bocca,
- Sciacqua lo spazzolino,
- Appoggia lo spazzolino,
- Prende il bicchiere,
- Sciacqua la bocca,
- Appoggia lo spazzolino,
- Si asciuga con l’asciugamano.
2. Valutare bene ciò che il bambino sa fare prima di iniziare l’insegnamento.
3. Creare occasioni molto frequenti di esercizio: meglio esercizi brevi ma molto frequenti.
4. Creare un ambiente privo di distrazioni.
5. Scegliere i premi più graditi ed usarli sistematicamente con coerenza.
6. Far fare sempre al bambino tutti passaggi dall’inizio alla fine. Anche se alcuni passaggi dovessero richiedere una guida fisica totale almeno inizialmente per poi ridurre progressivamente. La guida fisica si riduce esercitando pressioni sempre minori e spostando il punto d’appoggio sulla mano, al polso, all’avambraccio e così via.
7. L’uso del modello è un ottimo aiuto, una volta raggiunta una competenza sufficiente . Un genitore o un fratello può dimostrare la corretta esecuzione.
8. Esercitare separatamente eventuali abilità gravemente carenti che interrompono la catena. Il saper sputare l’acqua, ad esempio, va spesso esercitato appositamente, al di fuori dello spazzolarsi i denti, anche qui con la giuda fisica, dapprima con alimenti solidi spiacevoli e così via.
9. Collegare “l’effetto pulizia” della spazzolatura con benefici reali di tipo sanitario e sociale. “Con i denti puliti ti do un bacio più volentieri !!”.
In conclusione, il programma avrà successo nella misura in cui ricorderemo di chiarire bene cosa vogliamo, di aiutare bene le singole risposte positive del bambino, riducendo poi l’aiuto e di premiare ogni passo avanti, anche se “piccolo”.
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La Carie


Quanto detto finora dimostra quanto sia importante proteggere la salute dei propri denti e di quelli dei propri figli, tenendo presente che la malattia dei denti insorge quando si stabiliscono le giuste coincidenze del caso in relazione a quella che sono le nostre abitudini.
Ma che cosa è una carie e perché ci si ammala?
Come detto in precedenza la carie è una patologia a carattere multifattoriale, è scatenata cioè da varie cause.
In realtà il vero colpevole dell’insorgenza della carie è un piccolo microrganismo, presente normalmente in bocca, chiamato streptococcus mutans. Per formare la carie però deve rimanere adeso alle superfici dei denti per almeno 7-8 ore, ed in condizioni normali la saliva con la sua azione detersiva, non permette a tale batterio di aderire per molto tempo ai denti.
Gli alimenti a ricco contenuto di zuccheri, precedentemente citati, contengono sostanze in grado di permettere allo streptococcus mutans di produrre delle ventose, denominate adesine, costituite da zuccheri riciclati dal cibo, con le quali, il suddetto si lega stabilmente ai denti il tempo necessario per intaccarli, così nell’arco di 24 ore si forma la placca batterica.
Una volta formata la placca, i batteri producono a causa dei normali processi metabolici, delle sostanze in grado di sfaldare e demineralizzare i denti, formando dei tunnel che ben presto, attraverso la dentina raggiungono la polpa.
Il contatto della polpa con gli stress dell’ambiente esterno determina l’insorgenza della malattia . Lasciare permanere residui alimentari negli spazi interdentali significa quindi, dar nutrimento allo streptococcus e permettergli di colonizzare i nostri denti formando la placca e poi la carie .
Per tale ragione oltre alle dovute accortezze riguardo l’alimentazione, ognuno di noi dovrebbe lavarsi i denti con la tecnica corretta dopo ogni pasto.

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